Storia, tradizione ed innovazione.

Una costante evoluzione.

L’Azienda agricola “Vito Malcangi” si trova a Casalicchio in territorio di Trani nel Nord-Barese ed ha vocazione specifica e prevalente per l'olivicoltura.

La nostra azienda

Situata in zona lievemente collinare a pochi chilometri dal mare

L’Uliveto di z’mntin

Sesto di impianto 8×9 alberi secolari

Uliveto Nuovo

Sesto di impianto 7×7 piante nuove

Radicati nel territorio.

Nella nostra azienda, situata in zona lievemente collinare a pochi chilometri dal mare, sono coltivati con sesto di impianto 8×9 alberi secolari e piante giovani di nuovo impianto con sesto di impianto 7×7 solo della pregiata cultivar “Coratina”.

Nessun diserbante.

Solo fertilizzanti naturali

La nostra prassi agronomica esclude l’uso di diserbanti e prevede l’utilizzo di fertilizzanti solo naturali.
Ove si renda necessario l’uso di antiparassitari o anticrittogamici questi sono ecologicamente testati e rigorosamente non liposolubili, in modo da garantire l’assoluta genuinità del prodotto.
I lavori agricoli (potatura, raccolta ecc.) sono attuati in modo tradizionale, manualmente per non arrecare traumi alle piante che in tal modo si predispongono a cedere un olio di grande fragranza, densità e gusto.

https://www.youtube.com/watch?v=QBCd2lKLwGA

In costante movimento

Gesti sapienti

che si ripetono nel tempo

Guarda il video della campagna di raccolta.

La Storia.

Come nasce l’Azienda Agricola Vito Malcangi

2 Settembre 1996 Vito Malcangi eredita dal padre Giuseppe la seconda di cinque quote consistente in un fondo rustico, in agro di Trani alla contrada “Casalicchio”di natura in gran parte seminativo ed in parte pascolo e ulivetounitamente ad un vano rurale sito in un complesso edilizio di antica costruzione; ed in comproprietà con i fratelli un pozzo artesiano e l’area comune su cui insiste tale pozzo.
Per antica abitudine chiameremo Uliveto di z’ mntin (zia Clementina) la parte olivetata, Cocevola parte del seminativo e Iazzo la zona a pascolo e parte della zona a seminativo con essa confinante. Nel 1997 a Casalicchio si aggiunge il Pedale  podere meno esteso ma posto ai piedi del Castel del Monte in agro di Corato, lasciatogli in eredità dalla madre Caterina Bucci. Nasce così l’Azienda Agricola Vito Malcangi.

Gli anni novanta.

Così come spesso accade i legami affettivi con i  luoghi lo portano ad escludere la vendita nonostante gli indubbi problemi logistici (Vito Malcangi lavora e risiede a Genova) ma al tempo stesso pongono l’esigenza, vitale per ogni azienda, di una gestione con un bilancio in attivo o almeno in pareggio.

Questo lo spinge da subito a cercare di migliorare l’uso del territorio aumentandone produttività e redditività. Massima attenzione è rivolta a Casalicchio ed in particolare alla zona a pascolo Iazzo , sicuramente anticamente luogo di ricovero e di sosta per il bestiame, composta da terreno sassoso e meno fertile, ma idonea ad ospitare un modeno ciliegeto irriguo dopo i necessari lavori di scasso, frantumazione delle pietre superficiali ed il contenimento di arbusti spontanei infestanti.

Di fronte poi al prezzo assai vile delle olive che vedono dimezzato il loro valore nel 1997 rispetto all’anno porecedente si impone la scelta di molire le olive e commercializzare l’olio dell’Uliveto z’ mntin rinomato da sempre per le sue alte qualità. Nel 1998 l’Azienda Agricola Vito Malcangi produce e commercializza uno dei primissimi oli DOP (Denominazione di Origine Protetta) Terra di Bari Castel del Monte (certificazioni del Dott. Sergi Casalecchio di Reno – BO).

Le tradizioni.

Tradizionalmente al momento della molitura delle olive veniva fatta la provvista familiare annuale.
L’olio prelevato dal frantoio veniva conservato in cilindri di latta poggiati su una base di legno e chiusi da un coperchio incernierato al centro, nel cilindro era allocato un mestolo a manico dritto con cui, come si diceva, si andava “a crescere” l’olio e cioè si aggiungeva nel contenitore di pronto uso predisposto per il consumo quotidiano.
In primavera inoltrata si faceva quello che in gergo veniva chiamato il “servizio dell’olio”:
in pratica lo si travasava in un secondo cilindro lasciando sul fondo la morchia, tutto ciò al fine di una perfetta conservazione del prodotto.
Deduciamo che da sempre la latta, il buio e un luogo fresco oltre al travaso primaverile, quando l’olio non ha avuto periodo di decantazione iniziale, sono gli accorgimenti per un’eccellente conservazione del prodotto.